L’intreccio della vita

Trenzado.

Cari lettori di Amici per la vite e semplici curiosi, benvenuti nel nostro piccolo blog alla ricerca di curiosità e piccole rarità enoiche che magari non tutti i giorni si ha il piacere di provare. Qualche giorno fa ci siamo bevuti una bottiglia di vino bianco chiamato Trenzado e devo dire che ci ha sorpreso molto la sua ricchezza di sapori. Insomma, un vino che è una bomba! Facendo un po’ di ricerche, ho scoperto che l’artefice è proprio Suertes del Marques, cantina di cui abbiamo già parlato in un articolo precedente, clicca  qui  per leggerlo.   L’uva usata è il listan blanco, varietà autoctona della valle de la Orotava a Tenerife, dove da secoli si conserva ancora un sistema tradizionale di coltivazione della vite, il cordon trenzado tradicional, da cui il nome del vino, Trenzado (intrecciato). Questo sistema unico al mondo consiste nell’intrecciare i tralci della vite creando un’unica treccia, rialzata di 60 – 80 cm dal terreno e lunga fino a 4 metri. In alcune piccole zone con vecchie viti, i tralci arrivano a misurare anche 15 metri. Vi lascio immaginare il grandissimo lavoro manuale che i viticoltori, autentici artigiani impiegano in tutte le fasi della coltivazione, dalla potatura alla vendemmia, dando vita ad un vino autentico, che trasuda la storia e la tradizione di questa incredibile terra.  

Anticamente nelle isole Canarie si coltivavano due prodotti, patate e uva, per due motivi: il primo è che si doveva pensare al fabbisogno familiare, quindi piantando gli alimenti di maggior consumo e resa; secondo, si aveva una limitata zona di coltivazione, dovuta alla morfologia del terreno vulcanico. L’intreccio della vite permetteva quindi di approfittare del terreno sottostante per piantare le patate. Per farvi un’idea del luogo dove nasce questo nettare prelibato, qui sotto trovate un video della valle dell’Orotava, che è la zona D.O. Denominacion de Origen.

Ah, quasi mi dimenticavo del vino!

Annata 2016, uva listan blanco proveniente da diversi vigneti di età compresa dai 10 anni ai 150 anni. Dopo la vendemmia, realizzata a mano tra settembre e ottobre, il 40% del mosto fa una fermentazione sulle bucce in vasche di vetrocemento, e il restante 60% in botte di rovere francese da 500l per otto mesi. Al naso si avvertono sensazioni affumicate, balsamiche e delle leggere note salmastre, dovute ai venti atlantici che soffiano sulla vigna. In bocca è ancora più accattivante, e si aprono tutta una serie di note minerali freschissime, pur mantenendo una certa rotondità e profondità di sapori. Bravi Suertes del Marques! E grazie per portare avanti questa tradizione secolare.     Versión en español. Trenzado.
Queridos lectores de Amici per la vite, bienvenidos en nuestro pequeño blog en búsqueda de curiosidades enológicas que no todos los días se tiene la suerte de catar. Hace unos días nos tomamos una botella de un vino blanco llamado Trenzado, cuya riqueza de sabores nos sorprendió mucho. En fin, ¡este vino es la bomba! Buscando en la red, he averiguado que el artífice es nada menos que Suerte del Marques, bodega de la que ya hablamos en este artículo,  clic aqui.   La uva utilizada es listán blanco, variedad autóctona del valle de la Orotava en Tenerife, donde desde hace siglos se conserva un sistema tradicional de cultivo de la vid, el cordón trenzado tradicional, de donde el nombre Trenzado. Se trata de un sistema único en el mundo en el que se realiza una trenza con los sarmientos de la parra, a una altura del suelo de 60 – 80 centímetros. La longitud varía desde 3-4 metros hasta 15 metros en algunos viñedos antiguos. Podrán imaginar la labor manual que los viticultores, verdaderos artesanos, realizan en todas las etapas de cultivación, desde la poda hasta la vendimia, para dar a luz un vino auténtico, que refleja la historia y la tradición de esta increíble tierra.   Antiguamente en Canarias se cultivaban sobretodo patatas y uva, por dos razones: primero había que sustentar a la familia, así que se plantaban los productos más rentables y consumidos; segundo, debido a la morfología del territorio volcánico, había poco espacio para cultivar. La trenza, entonces, permitía aprovechar de la tierra debajo de la viña para plantar patatas.
Para que se hagan una idea del lugar donde nace este néctar delicioso, aquí hay un vídeo grabado en el valle de la Orotava, Denominacion de Origen.  

Ah, casi me olvido del vino!  Cosecha 2016, compuesto por uva listán blanco de varios viñedos que van desde los 10 a los 150 años de edad.

Después de la vendimia, realizada manualmente entre septiembre y octubre, el 40 % del mosto fermenta con pieles en hormigón y el 60 % en barrica de roble francés de 500 litros durante 8 meses.
En nariz se perciben sensaciones ahumadas, balsámicas y un toque suave salino, debido a los vientos atlánticos que soplan en la viña. En boca, es todavía más interesante, se abre un abanico de notas minerales muy frescas, aun manteniendo redondez y profundidad de sabores. ¡Bravo Suertes del Marques! Y gracias por seguir con la tradición.

-Franco-

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