Envínate, Benje tinto

Benje tinto

Eccoci di nuovo qua, con un nuovo articolo fresco d’autunno. Oggi parliamo di Envínate,
un progetto nato nel 2005 da Roberto Santana, Laura Ramos, José Angel Martinez e Alfonso Torrente, quattro enologi che si sono conosciuti all’università e hanno deciso di unire le loro forze contro il male per concretizzare l’idea di fare vino autentico in una realtà che troppo spesso tende a omologare i sapori. È proprio grazie a questo punto di forza – quello di non alterare il vino – che hanno acquisito visibilità in poco tempo. A loro non piacciono le etichette: infatti non si definiscono viticoltori naturali – anche se consultano il calendario lunare e utilizzano  preparati biodinamici- e sulle loro bottiglie preferiscono mettere ben in vista il nome dei viticoltori piuttosto che scrivere informazioni su come e quando è stato prodotto il vino, come si vede nell’etichetta del Benje rosso che abbiamo assaggiato.

Dal 2016 Envínate lavora nella cantina storica di Santiago del Teide, a Tenerife, situata a 1100 metri sopra il livello del mare, dove si produce il Benje, che in linguaggio aborigeno significa “vetta vecchia” ed è il nome della montagna vulcanica che si vede dai vigneti.
Benje è una D.O. Ycoden-Daute-Isora (denominacion de origen) e viene elaborato con uve provenienti da differenti vigneti della zona, che hanno tra i 70 e 110 anni. Inutile dire, quindi, che la produzione è piuttosto limitata.
Quando l’ho bevuto in un’enoteca con degli amici il mio primo pensiero è stato: ‘Le Canarie non smettono mai di stupirmi!’ In un posto tanto piccolo si possono fare vini tanto grandi. Come si suol dire… vetta vecchia fa buon vino! Se vi capita, non perdetevi l’occasione di provarlo!
Alla salute.
-Franco-

(Versión en español)

Benje tinto

Hola! Aquí estamos con nuevo nuevo artículo de otoño.
Hoy hablamos de Envínate, un proyeto creado en 2005 por Roberto Santana, Laura Ramos, José Angel Martinez e Alfonso Torrente, cuatro enólogos que se conocieron en la universidad, y decidieron unir fuerzas contra el mal, concretando la idea de hacer vino auténtico en una época donde muy a menudo los sabores tienden a ser todos iguales. Es justo gracias a este punto de fuerza – el de no alterar el sabor verdadero del vino – que Envínate ha adquirito en poco tiempo mucha visibilidad.
A ellos no les gustan las etiquetas: de hecho no se definen viticultores naturales – aunque usen el calendario lunar y muchos preparados biodinamicos – y en sus botellas prefieren poner el nombre del viticultor en vez de poner como y cuando se hizo el vino o que roble usaron.


Desde 2016 Envínate gestiona la antigua bodega comarcal de Santiago del Teide en Tenerife, a 1100 metros sobre el nivel del mar.
Nosotros tomamos el Benje, palabra que en el lenguaje aborigen Guanche significa “pico viejo” y es el nombre de la montaña volcanica al lado del Teide que se puede ver desde los viñedos.
Benje es una D.O. Ycoden-Daute-Isora, elaborada con uvas de viñedos diferentes con edad entre los 70 y los 110 años. Es inútil decir, entonces, que la producción está limitada.
Yo lo tomé junto con un par de amigos, que es lo mejor que se puede hacer, y mi primer pensamiento fue: ‘Canarias no para de sorprenderme!’ En un lugar tan pequeño es posible hacer vino tan grande.
Como se suele decir… pico viejo hace buen vino! Si podéis, probadlo!
Salud!

-Franco-

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